GESTIONE DEL PAZIENTE CHIRURGICO D’URGENZA E DEL TRAUMATIZZATO IN TERAPIA CON NUOVI ANTICOAGULANTI ORALI (NAO).

I nuovi anticoagulanti orali (NAO), introdotti per la profilassi e il trattamento della tromboembolia e dello stroke nei pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare, costituiscono un’alternativa allettante rispetto ai tradizionali antagonisti della vitamina K (VKAs). Tra i NAO si annoverano gli inibitori diretti della trombina (Dabigatran) e gli inibitori del fattore Xa (Rivaroxaban, Apixaban). I vantaggi dei NAO rispetto ai VKAs sono rappresentati da una farmacocinetica prevedibile, che annulla la necessità del dosaggio seriato del farmaco, e dalla rapida insorgenza del meccanismo d’azione(1). I limiti principali sono rappresentati dalla mancanza di un antidoto e di protocolli standardizzati di reversal da utilizzare in caso di emorragia, oltre che dall’assenza di tests di laboratorio in grado di quantificare con esattezza l’entità dell’anticoagulazione

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IL TRATTAMENTO NON OPERATORIO DELLE LESIONI TRAUMATICHE DELLA MILZA

In questo articolo, si affronta l’argomento del  trattamento non-operatorio delle lesioni traumatiche della milza (NOM). Esistono numerosi lavori in letteratura su questo argomento,  tuttavia, non vi è quasi nulla di esaustivo sull’argomento, nulla che possa farci affrontare un tema così spinoso come la conservazione di una lesione splenica di alto grado nell’ottica della sicurezza del paziente prima di tutto e, non secondariamente, della salvaguardia degli operatori.

L’articolo non ha, ovviamente, nessuna pretesa di aggiungere qualcosa a questa enorme mole di dati ma, di “rivedere” questo argomento alla luce della Letteratura e di un particolare punto di vista.

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LE INFEZIONI NECROTIZZANTI DEI TESSUTI MOLLI

Le infezioni necrotizzanti dei tessuti molli (NSTI) rappresentano la forma complicata delle infezioni della cute e dei tessuti molli (SSTI), costituendo una condizione a rischio per la sopravvivenza del paziente a causa della rapida evolutivi dell’estensione delle lesioni e della compromissione sistemica che ne deriva. A livello sistemico l’effetto delle citochine prodotte si traduce nell’’attivazione della risposta infiammatoria sistemica dell’organismo (SIRS), che nelle forme più gravi può evolvere in sepsi, insufficienza multiorgano (MOF), sino al decesso.

Un ritardo nella diagnosi e nel trattamento aumentano in misura significativa la mortalità, che si stima essere del 23.5% .

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Clinical strategies for the management of intestinal obstruction and pseudo-obstruction: a Delphi consensus study from the Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza e del Trauma (SICUT)

Intestinal obstructions/pseudo-obstruction of the small/large bowel are frequent conditions but their management could be challenging. Moreover, a general agreement in this field is currently lacking, thus SICUT society designed a consensus study aimed to define their optimal workout.
The Delphi methodology was used to reach consensus among 47 Italian surgical experts in two study rounds. Four main topic areas included nosology, diagnosis, management and treatment.  The panel identified four major criteria of diagnosis including absence of flatus, presence of >3.5 cm ileal levels or >6 cm colon dilatation and abdominal distension.  Criteria for immediate surgery included: presence of strangulated hernia, a >10 cm cecal dilatation, signs of vascular pedicles obstructions and persistence of metabolic acidosis. Also, rules for non-operative management  included a naso-gastric drainage placement and clinical and laboratory controls each 12 hours.

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NOM vs Surgery in blunt hepatic and splenic trauma: a single Trauma Center ten years experience.

During the past decade, nonoperative management of liver, spleen and kidneys injuries has revolutioned the therapeutic option. The typical patient who underwent non operative management has to be haemodynamically stable and rapidly stabilized following initial fluid resuscitation. Surgery continues to be considered the gold standard for hemodynamically unstable patients. The object of this study was to describe more than 10 years experience of a single trauma centre on management.

Nonoperative management can be applied only following strict institutional criteria. In our experience the AAST Organ Injury Scale was useless for the therapeutic decision making process. The results suggest that the only criteria of choice for the therapeutic strategy was the hemodynamic stability.

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Indicazioni per un Piano di risposta ospedaliera ad una Maxi-emergenza di carattere traumatico

Le maxi-emergenze naturali o indotte dall’uomo (attentati,disastri aerei, incidenti ferroviari e stradali con elevato numero di feriti oppure incidenti coinvolgenti impianti produttivi) stanno diventando sempre più frequenti. Esse coinvolgono un numero sempre maggiore di persone, mettendo a dura prova l’organizzazione sanitaria e i servizi essenziali. Benché le Maxi-emergenze possano essere anche non traumatologiche (infettive, nucleari, chimiche), l’esperienza dimostra come esse rimangano le più frequenti e probabili.La cura del paziente traumatizzato richiede da parte del chirurgo d’urgenza e del trauma particolare impegno tanto nell’emergenza singola,quanto in quella legata ad una Maxi-emergenza: il chirurgo è il leader del trauma team ed il responsabile della risposta dell’ospedale ad una Maxi-emergenza traumaticasino all’arrivo del Direttore Medico del Presidio Ospedaliero. Il chirurgo, tuttavia, rimane il più titolato a coordinare le attività cliniche volte alla cura dei pazienti traumatizzati. La Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza e del Trauma con questo documento vuole farsi parte diligente nel proporre alle Direzioni degli Ospedali italiani linee di indirizzo per la redazione dei Piani di Risposta Ospedaliera a Maxi-emergenze traumatologiche o, per utilizzare la terminologia prevista dal Legislatore, Piani di Emergenza per il Massiccio Afflusso di Feriti (PEMAF).

Failure to Rescue, Rescue Surgery and Centralization of Postoperative Complications: A Challenge for General and Acute Care Surgeons

L’obiettivo di questa review è quello di approfondire i concetti di ” rescue surgery”, “failure to rescue surgery”  ed “acute care surgery”analizzando la letteratura corrente, di identificare I fattori cardine che possano determinare il successo o il fallimento di questo approccio, di verificare l’eventuale razione nel percorso di centralizzazione del paziente.

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Operative and nonoperative management for renal trauma: comparison of outcomes. A systematic review and meta-analysis

Preservation of kidney and renal function is the goal of nonoperative management (NOM) of renal trauma (RT). The advantages of NOM for minor blunt RT have already been clearly described, but its value for major blunt and penetrating RT is still under debate. We present a systematic review and meta-analysis on NOM for RT, which was com- pared with the operative management (OM) with respect to mortality, morbidity, and length of hospital stay (LOS).

This meta-analysis demonstrated that NOM for RT is the treatment of choice not only for AAST grades 1 and 2, but also for higher grade blunt and penetrating RT.

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Emergency treatment of complicated colorectal cancer

The aim of this paper is to find evidences to suggest the best approach in patients admitted as an emergency for complicated colorectal cancer.
The medical records of 131 patients admitted as an emergency with an obstructing, perforated, or bleeding colorectal cancer to Noble’s Hospital, Isle of Man, and the Umberto I University Hospital, Rome, were retrospectively evaluated. Primary endpoints were 90-day mortality and morbidity. Secondary endpoints were length of stay, number of lymph nodes analyzed, rate of radical R0 resections, and the number of patients who had chemoradiotherapy.

The present study failed to demonstrate a clear superiority of one treatment with respect to the other, even if there is an interesting trend favoring staged resection.

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